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#seeeyoucineblog GIORNI CONTATI (END OF DAYS) di Peter Hyams (1999)

E' Arnold Schwarzenegger il protagonista della pellicola di questa settimana. Un horror-action del '99 a sfondo demoniaco, certamente curioso e non privo di difetti. A voi la recensione come sempre a cura di Horror Über Alles


GIORNI CONTATI (END OF DAYS) di Peter Hyams (1999)

A cura di Horror Über Alles (Davide Sicarius D’Andrea e Caroline Darko)

Dopo aver combattuto contro terroristi, mafiosi, spacciatori, barbari, psicopatici, cyborg, mutanti e alieni mostruosi, Mr. Arnold Schwarzenegger, per tenere alto l’onore del suo status indiscusso di star assoluta dell’action e della fantascienza, non avrebbe mai potuto rinunciare ad un ghiotto confronto col più temibile degli avversari: l’angelo del male in persona. L’occasione arriva nel 1999, agli inizi della fase calante della sua carriera e poco dopo aver superato la mezza età, con un curioso e avvincente – ma non privo di difetti – horror-action a sfondo demoniaco: Giorni contati (End of Days) di Peter Hyams.

New York, Dicembre 1999. L’ex-poliziotto Jericho Cane (Arnold Schwarzenegger) – depresso e lacerato dai sensi di colpa per la morte di moglie e figlia - scopre che il Diavolo si è incarnato nel corpo di un banchiere di Wall Street (Gabriel Byrne) con lo scopo di ingravidare la giovane Christine York (Robin Tunney), prescelta fin dalla nascita dalle forze del male per generare l’Anticristo e dare inizio al regno delle tenebre sulla Terra. La copula satanica dovrà avvenire, però, entro e non oltre la mezzanotte dell’ultimo dell’anno. Jericho decide così di proteggerla a tutti i costi dalle trame del maligno e dei suoi adepti.

Se da un lato la messa in scena del copione di Andrew W. Marlowe “soffre” per diverse banalità narrative (soprattutto sul piano esoterico-religioso) e per una certa cialtroneria in alcuni dialoghi, dall’altro la regia del veterano Peter Hyams, dotato di innegabile competenza tecnica e anche ottimo direttore della calda e pastosa fotografia, garantisce uno spettacolo di solida efficacia, in cui spiccano sia le brillanti sequenze action (come l’inseguimento del pre-finale nella metropolitana) che le frequenti incursioni nell’horror vero e proprio (talvolta stemperate da qualche pennellata d’ironia). Anche la caratterizzazione dei personaggi può dirsi pienamente riuscita: Schwarzy è del tutto credibile come poliziotto disilluso pronto a sacrificare se stesso per la salvezza dell’umanità, mentre Byrne dona al suo Lucifero un carisma degno dei migliori diavoli mai apparsi sullo schermo; va da sé che il tanto atteso primo faccia a faccia tra i due, con Jericho che resiste alla tentazione serpentina di riavere indietro i suoi cari defunti, è da antologia. Nota di merito poi per il sempre incisivo Udo Kier, che col suo sguardo magnetico è perfetto nei panni del satanista fedelissimo al suo padrone, a tal punto da concedergli le grazie di moglie e figlia (torbido e visionario l’amplesso tra Byrne e le due donne incestuose, le quali si fondono in un solo corpo). Di eccellente fattura sono inoltre i ben dosati effetti visivi e l’imponente creatura infernale (realizzata dal grande Stan Winston), che nel finale emerge dalle fondamenta di una Chiesa di fronte a uno Schwarzy – forse per la prima volta nella sua carriera di eroe invincibile – emblematicamente inerme.

Giorni Contati è dunque uno di quegli horror-action genuini e romanticamente ingenui di una volta che, nonostante più di qualche pecca strutturale, riesce ad intrattenere in modo onesto e ad offrire allo spettatore uno scontro davvero epico tra un protagonista e un antagonista memorabili. Da rispolverare.

IL NOSTRO GIUDIZIO: *** 3/5


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