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#seeeyoucineblog THE NEST di Roberto De Feo (2019)

Questa settimana torniamo ad analizzare un horror made in Italy, recente e davvero ben fatto che sancisce l'esordio cinematografico di Roberto De Feo alla regia. Ecco la recensione di THE NEST a cura come sempre di Horror Über Alles


THE NEST di Roberto De Feo (2019)

A cura di Horror Über Alles (Davide Sicarius D’Andrea e Caroline Darko)

(Disponibile su Sky)

Il giovane Samuel (Justin Korovkin), costretto sulla sedia a rotelle in seguito ad un grave incidente verificatosi in circostanze misteriose 10 anni prima - e in cui ha perso la vita il padre - vive con l’ossessiva e severa madre Elena (Francesca Cavallin) in una grande tenuta chiamata Villa dei Laghi. Gli altri abitanti della villa sono alcuni parenti, il sadico medico Christian (Maurizio Lombardi) e alcuni servitori; tutti sembrano nascondere qualcosa. L’esistenza di Samuel scorre tra le eccessive attenzioni di chi lo circonda e un totale isolamento dal mondo esterno. Un giorno viene accolta nella tenuta la giovane Denise (Ginevra Francesconi); nonostante l’assillante gelosia protettiva di Elena, il legame tra i due ragazzi diventa ben presto inevitabile, così come il bisogno di libertà di Samuel.

L’horror italiano non è morto: dopo l’ottimo The End di Daniele Misischia e il ritorno al gotico di Pupi Avati con Il signor Diavolo, il folgorante esordio di Roberto De Feo, prodotto dalla Colorado Film di Salvatores e Abatantuono, ne è l’ennesima prova lampante. Supportato dalla curatissima e avvolgente fotografia di Emanuele Pasquet, De Feo dirige (e scrive) con mano solida e grande inventiva - ogni movimento di macchina è altamente ricercato e funzionale alla costruzione di una tensione costante - e riesce a creare un’atmosfera genuinamente enigmatica e perturbante, tirando fuori il massimo sia dagli spazi interni e opprimenti della villa, sia da quelli sconfinati e in apparenza rassicuranti della natura circostante, i quali sembrano nascondere, ad ogni inquadratura, lo stesso inquietante segreto adombrato all’ignaro Samuel dagli altri personaggi.

Una volta tanto, a differenza di altre operazioni analoghe nell’horror tricolore degli ultimi anni - che se pur meritevoli di attenzione mostravano vistose carenze nella recitazione - il cast di The Nest è diretto davvero in maniera magistrale (Francesca Cavallin e Maurizio Lombardi su tutti); oltre all’ossessivo legame tra madre e figlio, è molto ben reso anche il rapporto tra i due giovani protagonisti, che trovano nella passione per la musica il terreno fertile per una sincera e credibile intimità. Proprio la bellissima colonna sonora svolge infatti un ruolo importante nella costruzione narrativa: l’alternanza dei due temi principali (Sonata al chiaro di luna di Beethoven e Where Is My Mind? dei Pixies), entrambi suonati più volte al piano da Samuel, si traduce infatti nell’opposizione concettuale tra il malessere di una segregazione forzata e il desiderio di fuga. Il colpo di scena conclusivo, infine, nonostante sia in parte prevedibile grazie ad alcuni piccoli indizi disseminati lungo il percorso, è di una potenza micidiale e regala un profondo brivido lungo la schiena.

IL NOSTRO GIUDIZIO: **** 4/5



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